01 Ago 2016
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Residenze di pregio a Roma

Il progetto riguarda l’attuazione del primo stralcio del piano denominato “Giardini di Trigoria” che nel suo complesso prevede la realizzazione di 2 comparti fondiari a destinazione residenziale.
Di seguito si riporta una breve descrizione degli elementi strutturali principali.
Le strutture in elevazione, a partire dal primo impalcato fino alle coperture, sono di tipo misto:

  • colonne in acciaio profilo HE;
  • setti in c.a. esclusivamente per il vano scale, gli ascensori e gli angoli esterni delle sagome.

Gli elementi orizzontali sono:

  • solette piene in c.a. con ribassamenti in corrispondenza dei balconi e di alcuni bagni.
  • parapetti dei balconi curvilinei di tipo prefabbricato in c.a. con ringhiere e vetri di completamento.

Le tamponature esterne sono costituite dall’assemblaggio di componenti prefabbricati di alta qualità (blocchi di argilla espansa in calcestruzzo vibrocompresso) di spessore 36 cm, rivestite internamente con pannelli prefiniti in cartongesso rasati e tinteggiati.
Rivestimento esterno è in gres porcellanato al piano terra di colore grigio, ai piani in elevazione di colore chiaro (tendente al bianco) con alcuni intarsi color legno. Le murature divisorie tra gli alloggi sono anch’esse in blocchi di argilla espansa di spessore 25 cm, con elevate caratteristiche di isolamento acustico, rivestite con pannelli prefiniti in cartongesso rasati e tinteggiati. Spessore complessivo di circa 30 cm.
Le tramezzature interne sono anch’esse in blocchi di argilla espansa di spessore 9,5 cm, rivestite internamente con pannelli prefiniti in cartongesso rasati e tinteggiati. Spessore complessivo di circa 12,5 cm.
Si è scelto l’utilizzo di blocchi in calcestruzzo di argilla espansa con valori di trasmittanza ed abbattimento acustico certificati tali da garantire il soddisfacimento dei requisiti prestazionali imposti dalla normativa e riportati nelle specifiche relazioni.
I solai di separazione tra gli alloggi sono isolati prevalentemente con tappeti anticalpestio annegati nei massetti e pannelli isolanti posti all’interno dei controsoffitti.
Particolare attenzione è riservata alla soluzione dei ponti termici trapilastri, solai e murature, che sono migliorati con specifici materiali isolanti.

Località
Roma
Progetto Architettonico
Arch. Riccardo Armezzani
Roma
Direzione lavori e Consulenza alla progettazione esecutiva
EULERO ENGINEERING
Impresa
Cogeco 7 S.r.l.
Roma

01 Ago 2016
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DECRETO 26/6/2015 “REQUISITI MINIMI” E PONTI TERMICI

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Legge 90/2013 e Decreti 26 giugno 2015:

Il 15 luglio 2015 scorso sono stati pubblicati i Decreti Attuativi della Legge 90/2013 (Recepimento a livello nazionale della Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica degli edifici). I tre Decreti attuativi affrontano tutti gli aspetti inerenti l’efficienza energetica: i requisiti prestazionali minimi degli edifici, gli schemi di relazione tecnica di progetto e la Certificazione Energetica degli edifici.
Nel seguito si farà riferimento in particolare al Decreto 26 giugno 2015 “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prestazioni e dei requisiti minimi degli edifici” (nel seguito indicato brevemente come “Decreto Requisiti minimi”).

Il Decreto Requisiti Minimi:

Il Decreto “Requisiti minimi” introduce requisiti nuovi e più severi, e si applica secondo le seguenti scadenze definite a livello nazionale in funzione della data di richiesta del titolo abitativo (permesso a costruire o assimilato):

  • dall’1/10/2015 si applicano requisiti e prestazioni “intermedi”;
  • dall’1/1/2019 per gli edifici pubblici si applicano i requisiti e le prestazioni “finali”;
  • dall’1/1/2021 i requisiti prestazionali “finali” andranno applicati anche agli edifici privati.

Come previsto dalla Direttiva europea, gli edifici nuovi o soggetti a ristrutturazioni importanti di 1° livello dovranno essere “edifici a energia quasi zero” (NZEB).

Edifici "NZEB":

L’edificio a energia quasi zero o NZEB (Nearly Zero Energy Building), è definito come un “edificio ad altissima prestazione energetica, (…). Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo è coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta all’interno del confine del sistema (in situ)”. L’edificio NZEB è quello che soddisfa i requisiti “finali” in vigore dall’1/1/2019-2021 e i cui fabbisogni energetici sono coperti da fonti rinnovabili come previsto dal D.Lgs n.28 del 3 marzo 2011.

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Ponti termici:

Per “ponti termici” si intendono quelle zone dove si verificano disomogeneità del materiale (per esempio i pilastri all’interno delle tamponature in muratura) e variazioni di forma (per esempio angoli o spigoli). In queste zone vi è un incremento del valore dei flussi termici e una variazione delle temperature superficiali interne, con conseguente aumento della quantità di calore disperso attraverso le pareti o gli altri elementi di involucro.
Il parametro che caratterizza un ponte termico lineare è la trasmittanza termica lineica ψ (W/mK) che esprime il flusso termico specifico scambiato per unità di lunghezza. Per effetto dei ponti termici, il coefficiente di scambio termico H è calcolato come:

H=ΣjAjUjkLkψk

Analisi dei ponti termici:

Con l’ultima versione della UNI TS 11300-1, i ponti termici vanno valutati secondo calcoli agli elementi finiti secondo la norma UNI EN ISO 10211, non consentendo più il calcolo forfettario in funzione della tipologia costruttiva.
Pertanto, la necessità di valutazioni più approfondite unitamente a prestazioni tecniche più severe richieste dal Decreto “Requisiti minimi” rende il tema dei ponti termici un passaggio fondamentale della nuova normativa sull’efficienza energetica degli edifici.

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La risposta Bioclima Zero i ponti termici:

Lecablocco Bioclima Zero è la famiglia di blocchi multistrato in argilla espansa Leca e polistirene espanso con grafite per pareti ad alto isolamento termico in edifici ad energia quasi zero (NZEB).
Con i Lecablocco Bioclima Zero, grazie alla presenza dei pezzi speciali, è possibile mantenere l’isolamento termico omogeneo su tutto l’involucro verticale per minimizzare l’incidenza dei ponti termici.
Nelle pagine seguenti sono riportati gli abachi riferiti ai ponti termici “strutturali” su pareti in Lecablocco Bioclima Zero, con indicazione del relativo coefficiente di trasmittanza termica lineica ψe (W/mK).

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BIOCLIMA ZERO:

I Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P e Zero27P permettono di realizzare:

  • Murature portanti armate anche per edifici da realizzare in zona sismica;
  • Murature di tamponamento in edifici con struttura portante a telaio in calcestruzzo o acciaio.

I Bioclima Zero dispongono di pezzi speciali studiati per:

  • mantenere l’isolamento termico omogeneo su tutto l’involucro verticale, per minimizzare l’incidenza dei ponti termici;
  • proteggere il pannello isolante assemblato all’interno del blocco, per garantire la robustezza e la durabilità nel tempo;
  • realizzare l’alloggiamento per i pilastrini verticali previsti per un efficace comportamento antisismico dell’edificio (muratura portante armata);
  • agevolare l’operatività di cantiere;
  • un Sistema Costruttivo completo.
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Schede tecniche:

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Muratura portante armata:

I Lecablocco Bioclima Zero (Zero18P, Zero23P e Zero27P) permettono di realizzare murature portanti anche in zona sismica.
La muratura armata prevede l’introduzione di armature verticali ed orizzontali all’interno della parete. La presenza delle armature incrementa la resistenza a flessione per azioni orizzontali (sisma) e la duttilità della parete, vale a dire la sua capacità di deformarsi oltre il limite elastico senza arrivare al collasso.

  1. Lecablocco Bioclima Zero18P;
  2. Striscia isolante adesiva da posizionare in ogni corso di malta orizzontale;
  3. Malta di posa;
  4. Tasca verticale da riempire con malta tipo M10;
  5. Traliccio metallico tipo Murfor, da posizionare ogni 2 corsi;
  6. Ferro ø 6 da posizionare ogni 2 corsi (murature armate in zona sismica);
  7. Blocco Angolo Esterno;
  8. Getto in calcestruzzo armato;
  9. Architrave Isolata con getto in calcestruzzo;
  10. Tavella Isolata da posizionare in corrispondenza degli elementi in calcestruzzo (cordoli di solaio);
  11. Blocco Jolly.
BioclimaZeroPortante_Assonometria

Abaco dei ponti termici: 

Con i Lecablocco Bioclima Zero, grazie alla presenza dei pezzi speciali, è possibile mantenere l’isolamento termico omogeneo su tutto l’involucro verticale per minimizzare l’incidenza dei ponti termici.
Si riportano i valori del coefficiente di trasmittanza termica lineica ψe dei principali ponti termici strutturali (angoli di murature, cordoli di solaio e pilastrini realizzati nella muratura corrente) per le murature portanti armate realizzate con Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P e Zero27P.

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Muratura di tamponamento - pilastri di spessore 25 cm:

I Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P e Zero27P permettono di realizzare murature di tamponamento in edifici con struttura portante a telaio in calcestruzzo o acciaio di spessore 25 cm.

LEGENDA:

  1. Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P o Zero27P;
  2. Striscia isolante da posizionare in ogni corso di malta orizzontale;
  3. Malta di posa;
  4. Traliccio metallico tipo Murfor, da posizionare ogni due corsi;
  5. Tavella isolata da posizionare in corrispondenza degli elementi in calcestruzzo;
  6. Angolo Tavella Isolata;
  7. Pilastro in calcestruzzo.
BioclimaZeroPortante_Assonometria25

Abaco dei ponti termici: 

Si riportano i valori del coefficiente di trasmittanza termica lineica ψe per le murature di tamponamento realizzate con Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P e Zero27P in presenza di pilastri di spessore 25 cm.
I relativi particolari costruttivi sono risolti con i pezzi speciali (Tavella Isolata) che permettono di rivestire il telaio in calcestruzzo armato mantenendo la continuità e la protezione del pannello isolante in polistirene con grafite.

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Muratura di tamponamento - pilastri di spessore 30 cm:

Il Lecablocco Bioclima Zero18P permette di realizzare murature di tamponamento in edifici con struttura portante a telaio in calcestruzzo o acciaio di spessore 30 cm.

LEGENDA:

  1. Lecablocco Bioclima Zero18P;
  2. Striscia isolante da posizionare in ogni corso di malta orizzontale;
  3. Malta di posa;
  4. Traliccio metallico tipo Murfor, da posizionare ogni due corsi;
  5. Tavella isolata da posizionare in corrispondenza degli elementi in calcestruzzo;
  6. Angolo Tavella Isolata;
  7. Pilastro in calcestruzzo.
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Abaco dei ponti termici: 

Si riportano i valori del coefficiente di trasmittanza termica lineica ψe per le murature di tamponamento realizzate con Lecablocco Bioclima Zero18P in presenza di pilastri di spessore 30 cm.
Gli elementi “Tavella Isolata 14” e gli elementi ad angolo permettono di correggere i ponti termici in corrispondenza delle strutture in calcestruzzo armato, mantenendo la continuità di isolamento termico e la protezione del pannello isolante.

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01 Ago 2016
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Laterlite per l’HUB Aeroportuale di Malpensa.Leggerezza più resistenza e la qualità decolla

L’HUB aeroportuale di Milano Malpensa completa il piano di espansione e rifà il look ad alcune delle sue strutture, curandone anche la risistemazione a verde.
Grazie al contributo delle soluzioni Laterlite.

Una grande struttura aeroportuale è paragonabile a un organismo in continua trasformazione, le cui evoluzioni sono finalizzate a tenere il passo delle mutevoli esigenze del trasporto aereo. Una definizione, questa, che senza dubbio si attaglia perfettamente a Milano Malpensa, il principale hub aeroportuale del nord Italia, oggetto in questi ultimi anni di un’estesa serie di interventi volta a completarne e aggiornarne le strutture. Cui Laterlite ha partecipato con alcune fra le sue soluzioni di maggiore successo per la realizzazione di massetti e con il tocco in più delle sistemazioni a verde.

La realizzazione dei massetti di sottofondo destinati a ricevere le pavimentazioni in granito posate a colla delle aree Satellite C (corrispondenti al 3°/3°) e Satellite B (oggetto di un importante intervento di restyling complessivo) del Terminal 1 ha visto protagonista Lecamix Forte Professional, il premiscelato in sacco a base di argilla espansa Lecapiù, leganti specifici e additivi per la realizzazione di massetti alleggeriti e massetti isolanti a ritiro e asciugatura controllati, adatti a ricevere qualsiasi tipologia di rivestimento. Lecamix Forte Professional ha una massa volumica di circa 1.150 kg/m³, circa il 40% più leggero di un massetto tradizionale. Il basso coefficiente di conducibilità termica certificato (λ =0,258 W/mK, circa un quarto rispetto a una ordinaria miscela sabbia e cemento), contribuisce inoltre al raggiungimento di apprezzabili valori di isolamento termico.
Lecamix Forte Professional si caratterizza per una elevata resistenza a compressione (150 kg/cm²), è un prodotto incombustibile (Euroclasse A1), pompabile con le tradizionali attrezzature di cantiere, ed è certificato da ANAB-ICEA per applicazioni nella bioarchitettura.
Sono stati utilizzati oltre 6.000 m³ di Lecamix Forte Professional, stesi nelle varie zone di intervento in uno spessore medio di 8-10 cm.
Numerose, in particolare, le motivazioni che hanno indotto i progettisti a selezionare questa soluzione. Fra queste, in primo luogo, la necessità di ridurre il sovraccarico permanente su una struttura che, per la propria particolare conformazione architettonica, richiede un’attenzione particolare alla distribuzione dei carichi sui solai ed è destinata con ogni probabilità a successive modifiche del layout degli ambienti con conseguenti modifiche dei carichi gravanti sulle singole zone.
Inoltre, la soluzione adottata avrebbe dovuto garantire un’elevata resistenza a compressione sia nella lunga fase di cantiere che a struttura in esercizio, oltre a un’elevata stabilità dimensionale nel breve e nel lungo periodo con assenza di fenomeni quali fessurazioni da ritiro, tipici in ambienti open-space di grande superficie e che tendono ad amplificarsi nel tempo, compromettendo la durabilità e fruibilità delle pavimentazioni.
A tali considerazioni si sono poi affiancate valutazioni relative alla logistica del cantiere, che richiedevano una soluzione sufficientemente versatile da coniugare una corretta gestione delle fasi di realizzazione dei sottofondi (lavorazione di notevole entità dimensionale in questo specifico intervento) e il mantenimento di un adeguato flusso dei viaggiatori pur a fronte degli inevitabili continui cambiamenti delle zone interessate dai lavori.

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Il giardino pensile di Malpensa

Per la risistemazione a verde pensile di alcune aree nell’ambito del progetto Malpensa sono stati invece utilizzati circa 100 m³ di LecaGreen, substrato colturale leggero per giardini pensili, costituito da una speciale miscela di argilla espansa AgriLeca frantumata, aggregati minerali e componenti di natura organica accuratamente selezionati, caratterizzata da elevata leggerezza, ottima porosità, buona capacità di accumulo e ritenzione idrica, ottima capacità drenante, resistenza e stabilità strutturale nel tempo.
Conforme ai requisiti della norma UNI 11235 (“Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione e la manutenzione di coperture a verde”), il prodotto costituisce un supporto ideale in grado di sostenere lo sviluppo della vegetazione e assicurarne il giusto nutrimento.
Disponibile in due tipologie, LecaGreen si differenzia nelle versioni per giardini pensili estensivi o intensivi e costituisce il supporto ideale per lo sviluppo della vegetazione, assicurandone il giusto nutrimento.

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