10 Gen 2020
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Facciavista e isolamento termico

tamponamento con blocco facciavista splittato con inserti isolanti in polistirene

L’intervento è stato realizzato nella zona industriale di Faella – Comune di Castelfranco – Piandiscò (provincia di Arezzo), nella parte estrema che predomina l’area data la posizione più alta che occupa. L’edificio è diviso in due proprietà: la prima si sviluppa su 2 piani con, a piano terra, la parte magazzino, assistenza e accoglienza clienti e al piano primo la gestione amministrativa e gli uffici dei dirigenti; la seconda è ancora in via di definizione, con un piano unico a tutta altezza dell’edificio. Data la natura della committenza di alto livello, si è reso necessario uno studio dettagliato dell’estetica finale dell’edificio con differenti colorazioni e con l’inserimento di ampie vetrate per evidenziare l’imponenza dell’edificio. L’intervento interessa la tamponatura della struttura dell’edificio in elementi prefabbricati in calcestruzzo armato preesistenti con una muratura che garantisca durabilità, isolamento termico, acustico e finitura facciavista splittata con differenti colori. Per questo è stata scelta una muratura di tamponamento in Lecablocco Biotech facciavista con inserti in pannelli isolanti in polistirene espanso con grafite per offrire un buon isolamento termico e acustico ma che al contempo conferisca l’aspetto di un blocco splittato colorato.

Località
Faella – Castelfranco – Piandiscò (AR)

Ditta appaltatrice
C.O.C.I.
Rignano sull’Arno (FI)

Montaggio Tamponamento esterno
CUBO 2020 srl
Bergamo

SISTEMA COSTRUTTIVO

Lecablocco Biotech BS30

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10 Gen 2020
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Isolamento e inerzia in classe A

una villetta bifamiliare con Lecablocco Bioclima Zero

La villa bifamiliare è stata realizzata andando a recuperare una struttura allo stato rustico realizzata nel 2006 e poi abbandonata priva di murature perimetrali e divisori interni. La composizione dei corpi aggettanti, del portico posteriore e del torrino superiore, sono dettate dalla scelta di dare una netta definizione dei volumi, con particolare sensibilizzazione alla ricerca dell’uso dei colori di finitura. Nel ripensare la distribuzione interna della bifamilare si è comunque cercato di richiamare i contenuti dell’architettura moderna attraverso la dimensione e la tipologia degli infissi, il miglioramento delle condizioni di comfort all’interno dell’alloggio, l’isolamento acustico, l’uso di fonti a energia rinnovabili e lo studio nell’orientamento delle aperture per la gestione degli apporti solari sia nei mesi estivi sia nei mesi invernali. Il raggiungimento di un’elevata efficienza energetica è stato un obiettivo preponderante in sede progettuale: sono state impiegate tecnologie utili al raggiungimento di una prestazione energetica in classe A, ponendo particolare attenzione all’isolamento e all’inerzia termica delle strutture opache scegliendo come blocco di tamponamento il Lecablocco Bioclima Zero 27T con intonaco a base di calce, nell’ottica di garantire elevate prestazioni termiche. È stato garantito l’annullamento delle dispersioni dei ponti termici, con l’uso di pannelli isolanti compositi, costituiti da uno strato (spessore 10 mm) in lana di legno di abete rosso mineralizzata e legata con cemento Portland grigio, accoppiato ad uno strato di polistirene espanso sinterizzato additivato con grafite. La scelta dei materiali da costruzione altamente performanti e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, quali l’impianto fotovoltaico, il sistema di riscaldamento/ raffrescamento con pompa di calore abbinato ad un impianto di deumidificazione ed uno di ventilazione meccanizzata, hanno reso possibile la realizzazione di un edificio a ridotto fabbisogno energetico in classe A ad alto comfort abitativo.

Progettista
Ing. Antonella Guidotti

Progettista impianti tecnologici
Ing. Ettore Nardinocchi

Impresa di costruzioni
MARCONI PIO Impresa edile

SISTEMA COSTRUTTIVO

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10 Gen 2020
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Quando il comfort acustico è una soluzione pratica

Lecablocco Tramezza Lecalite per un edificio residenziale a Milano

Le partizioni verticali tra unità abitative in una palazzina di nuova costruzione a Milano sono state realizzate con Lecablocco Tramezza Lecalite per garantire un isolamento acustico di alto livello e a norma di legge.

Realizzare un complesso residenziale con il corretto isolamento acustico e termico non è solo un’esigenza legata al rispetto di una normativa, ma anche uno degli aspetti più importanti con cui si confronteranno i futuri abitanti. Nelle grandi città ad alta rumorosità come Milano, poi, un corretto isolamento è un fattore determinante quando si valuta l’acquisto di un immobile. Un isolamento acustico a regola d’arte tra un appartamento e l’altro, quindi, è un requisito fondamentale sia negli edifici di nuova costruzione che nel recupero. Garantire l’isolamento acustico, ma anche termico, tra unità abitative era proprio l’obiettivo della Cooperativa Arte Edile di Abbiategrasso (MI), incaricata di costruire una nuova palazzina residenziale pluripiano a Milano, nella parte est della città, e più precisamente in via Pitteri (zona Lambrate-Rubattino). L’impresa si è impegnata nella costruzione di due edifici di otto piani fuori terra ciascuno, due piani interrati di box e spazi commerciali al piano terra, secondo il piano di riqualificazione previsto nell’ambito della convenzione urbanistica con il Comune di Milano. La palazzina di nuova costruzione ospiterà numerosi appartamenti; quindi già in fase di progettazione è stato predisposto un intervento di isolamento acustico a norma di legge per la realizzazione delle pareti divisorie tra unità abitative interne. La scelta progettuale è ricaduta su una soluzione verticale basata sulle caratteristiche dei Lecablocco Tramezza Lecalite, che con le loro proprietà di fonoisolamento e di resistenza al fuoco certificata permettono di raggiungere alte prestazioni in bassi spessori.

Il Lecablocco Tramezza Lecalite è un manufatto in calcestruzzo alleggerito con argilla espansa Leca studiato per realizzare murature in basso spessore (da 8, 10 e 12 cm). Per la palazzina di via Pitteri è stato scelto il Lecalite T8p, ideale per tramezzature all’interno dello stesso appartamento, resistenti al fuoco o come componente ideale per pareti doppie divisorie tra diverse unità immobiliari a norma con la Legge 447/95; in questa realizzazione Lecablocco Tramezza Lecalite T8 Pieno è stato impiegato per 3.500 m² di pareti divisorie tra le unità abitative in un sistema pluristrato in combinazione con pannelli isolanti in lana di roccia ed elementi in laterizio per offrire protezione termica e acustica. Dal punto di vista applicativo, la posa in opera è stata particolarmente rapida grazie al sistema di incastro che caratterizza gli elementi Lecablocco Tramezza Lecalite. I blocchi, infatti, sono dotati di elementi a incastro su tutti i quattro lati; la planarità della superficie e l’assenza di giunti di posa permettono di costruire una parete in modo facile e veloce. Si stima che per la realizzazione di una parete con Lecablocco Tramezza Lecalite ci voglia circa un terzo del tempo rispetto a quello che si impiegherebbe con blocchi tradizionali. La gamma Lecablocco con soluzioni a base di argilla espansa Leca si conferma così una soluzione leggera e dalle elevate prestazioni di isolamento termoacustico delle costruzioni, obiettivo primario per il comfort degli utilizzatori.

Località
Milano

Committente
COHABITAT LAMBRATE in collaborazione con
DORICA SOC. COOP.
ECOPOLIS

Impresa
Coop. Arte Edile
Abbiategrasso (MI)

10 Gen 2020
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Architettura “heritage”, uffici “smart”: tutto a prova di incendio

Lecablocco Tagliafuoco per il nuovo Apple Store a Palazzo Marignoli a Roma

Nel centro di Roma un edificio di fine ‘800 ospiterà un grande Apple Store e altri spazi commerciali e per il terziario. Per la sicurezza antincendio delle pareti verticali i progettisti si sono affidati alla qualità certificata e all’affidabilità dimostrata dei blocchi Lecablocco Tagliafuoco e al supporto dell’assistenza tecnica.

Nel cuore di Roma, tra le centralissime Piazza San Silvestro e via Del Corso, Palazzo Marignoli è un prestigioso edificio costruito alla fine dell’800; un complesso edilizio di sei piani fuori terra, architettonicamente caratterizzato da un impianto classico che riprende in facciata gli stilemi rinascimentali. Il palazzo oggi è di proprietà del gruppo assicurativo Allianz, che ne sta curando la riqualificazione funzionale nell’obiettivo di diversificarne le destinazioni d’uso, creando uffici e spazi commerciali. Attraverso gli interventi previsti, inoltre, la committenza ha voluto riportare in auge l’assetto architettonico originale del palazzo, ripristinando i cortili interni progettati dagli architetti Bianchi e Podesti, creando poi un nuovo piano di rappresentanza in copertura. Le figure professionali coinvolte nell’operazione sono di alto profilo. Il progetto degli interni e dell’Apple Store è “griffato” dalla britannica Foster & Partners, lo studio dell’archistar Lord Norman Foster. Altri interventi sono stati progettati dallo Studio Transit di Roma. Iniziate più di un anno fa, le lavorazioni a Palazzo Marignoli sono tuttora in corso. L’obiettivo è di completare i lavori al pian terreno dell’edificio per inaugurare entro la fine del 2019 l’Apple Store più grande d’Italia: oltre 2.000 metri di superficie, con alti tassi di innovazione e tecnologia che andranno a inserirsi nel contesto architettonico e urbanistico grazie a un attento lavoro di recupero e conservazione.

Ai piani alti, invece, si è già stabilita Fox Networks Group Italy su circa 3.000 m2 di uffici open-space, ospitando circa 200 dipendenti in uno spazio di lavoro che segue un modello di tipo agile, moderno, ricco di soluzioni tecnologiche avanzate che si inseriscono all’interno di un “contenitore architettonico” dall’elevato valore storico. Tra i molti aspetti che interessano un’operazione di riqualificazione immobiliare di questo tipo, e soprattutto viste le nuove destinazioni d’uso di tipo terziario, particolare rilievo assume la sicurezza antincendio. Quella della resistenza al fuoco delle strutture e delle componenti in caso di incendio, infatti, è una questione di primo piano nella progettazione di un edificio destinato ad accogliere quotidianamente centinaia di persone. Per quanto riguarda le pareti verticali da realizzare internamente all’edificio secondo le indicazioni di progetto, i progettisti hanno scelto i Lecablocco Tagliafuoco, gli elementi modulari in calcestruzzo alleggerito a base di argilla espansa Leca studiati per realizzare murature ad elevate prestazioni di resistenza al fuoco.

Oltre 100 test in 40 anni di prove sperimentali su pareti in Lecablocco Tagliafuoco facciavista e da intonaco, realizzate presso i più qualificati laboratori italiani, hanno attestato le migliori prestazioni di resistenza al fuoco supportate dai Fascicoli tecnici, validati dallo stesso laboratorio di prova. Costituiti da calcestruzzo alleggerito con argilla espansa Leca, di modulo 20×50 cm e spessore variabile da 8 a 30 cm, si dividono in due gruppi di prodotti a seconda dell’impasto: blocchi da intonaco, caratterizzati da un calcestruzzo molto leggero (densità di riferimento 800-1.500 kg/m³) che richiedono un’intonacatura tradizionale per la finitura delle superfici, e blocchi facciavista, caratterizzati da un calcestruzzo di densità non superiore a 1.600 kg/m³ e una superficie finita, che non necessita di intonaco o altro trattamento superficiale.

Nel caso di Palazzo Marignoli la scelta è ricaduta sulla versione da intonaco in due formati: Lecablocco Tagliafuoco B20 a 2 fori (dimensioni 20x20x50 cm) per la realizzazione di circa 900 m2 di pareti, e Lecablocco Tagliafuoco B12 a 2 pareti (dimensioni 12x20x50 cm) per una superficie complessiva di circa 4.300 m². Entrambi i blocchi hanno Classe di resistenza al fuoco EI 180 certificata. Quella di utilizzare i Lecablocco Tagliafuoco è stata una precisa scelta tecnica a valore aggiunto per le apprezzate caratteristiche di resistenza al fuoco dei blocchi, l’affidabilità dimostrata dalle numerose realizzazioni e l’assistenza tecnica fornita nella fase di progettazione.

Località: Roma

Proprietà: Allianz S.p.A.

Progettazione architettonica:

  • Foster & Partners (Londra)
  • Studio Transit (Roma)
  • Studio Bichara (Roma)

Impresa: Impresa costruzioni ing. Enrico Pasqualucci (Roma)

SISTEMA COSTRUTTIVO

Le pareti verticali tagliafuoco sono realizzate in Lecablocco Tagliafuoco da intonaco, blocchi in calcestruzzo di argilla espansa Leca di spessore 12 e 20 cm, modulo 20×50 cm, con elevate prestazioni di resistenza al fuoco certificata.

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10 Gen 2020
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BIM: Building Information Modeling

Metrocubo117-elementi

Processi di progettazione più fluidi, più precisi, virtualmente esenti da errori e in ultima analisi più effi cienti hanno fatto del BIM – Building Information Modeling la più avanzata frontiera nel campo della progettazione dell’ambiente costruito grazie ai tanti vantaggi che questa metodologia offre a progettisti, imprese e produttori. Fra i suoi aspetti più interessanti, infatti, rientra la possibilità di utilizzare i cosiddetti oggetti BIM, “contenitori digitali” o librerie parametriche di dati, che riuniscono tutte le informazioni essenziali su un prodotto o una soluzione costruttiva progettata e realizzata da un’azienda. Oggi sempre più spesso disponibili per la consultazione sul web, questi possono essere scaricati in formato utilizzabile all’interno di un software di authoring BIM e utilizzati per tutta la durata del processo di progettazione oltre che nella relativa documentazione.

Cos'è il BIM?

In questi ultimi anni si sente spesso parlare di BIM come nuovo metodo di modellazione ma soprattutto come nuovo approccio alla progettazione. Il termine BIM (“Building information Modeling” ovvero “Modello informativo dell’edificio”) indica un nuovo approccio che permette una gestione integrata delle informazioni riguardanti il progetto e agevola la collaborazione tra le differenti competenze interne allo studio. Architetti, ingegneri, strutturisti, impiantisti, elettrici e computisti lavorano in maniera sincrona sui modelli BIM, traendone enorme vantaggio sul controllo del progetto ed evitando possibili errori, spesso derivanti dai gap informativi tipici dell’approccio tradizionale Il BIM adotta un processo circolare – e non più sequenziale – che consente di superare i limiti strumentali che le diverse discipline incontrano nel loro continuo dialogo, ottimizzando i fl ussi di lavoro e di gestione del progetto.

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Il Building Information Modeling è una metodologia che considera l’edifi cio nelle sue varie componenti (architettoniche, strutturali, impiantistiche, proprietà dei materiali, …) e nelle differenti fasi nel suo intero ciclo di vita, dalla progettazione alla costruzione, dalla manutenzione fino alla sua demolizione.

La normativa di riferimento

La progressiva diffusione della metodologia BIM e dei modelli digitalizzati BIM è stata favorita anche dalle normative sia europee, sia nazionali.

Punto di riferimento in ambito europeo è la Direttiva Comunitaria 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 che invitava gli Stati Membri a incoraggiare l’uso del BIM quale standard di riferimento per tutti gli appalti pubblici.

A livello nazionale è stato il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici – Decreto legislativo 18 aprile 2016, n.50 a prevedere “l’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici” per le nuove opere e anche per gli interventi di recupero e riqualificazione.In attuazione del “Codice dei contratti pubblici”, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato il Decreto n. 560 del 1 dicembre 2017 che definisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione, da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici, dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche.

Obbligo di utilizzo del BIM

Il decreto n.560/2017 stabilisce le tempistiche dell’obbligatorietà di utilizzo della metodologia BIM nella progettazione delle opere pubbliche a seconda dell’importo.

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Livelli di dettaglio e oggetti BIM

All’interno dell’approccio BIM, i cosiddetti LOD (Level of Detail) hanno il compito di definire con precisione il livello di approfondimento delle varie informazioni che sono contenute all’interno del modello. Per raggiungere il grado di dettaglio desiderato nel processo di sviluppo e realizzazione dell’opera, è importante che anche le informazioni dei singoli materiali edili siano disponibili nei cosiddetti Oggetti BIM con le specifiche tecniche dei prodotti già precaricate all’interno delle stratigrafie dettagliate.

Secondo il protocollo standard BIM “G202-2013, Building Information Modeling Protocol”, i gradi di sviluppo sono 5:

  • LOD 100: Rappresentazione concettuale;
  • LOD 200: Modelli generici e indicazione di quantità;
  • LOD 300/350: Progettazione esecutiva;
  • LOD 400: Progettazione costruttiva;
  • LOD 500: As Built.

Oggetti BIM Lecablocco

Sul sito è disponibile una completa libreria di oggetti BIM che include tutte le principali soluzioni costruttive messe a punto nei diversi ambiti applicativi dei Lecablocco, blocchi in calcestruzzo di argilla espansa Leca, suddivisi in sei file disponibili per il download gratuito (in formato Revit) relativi alle differenti tipologie di Lecablocco.

Oggetti BIM delle soluzioni leggere e isolanti Leca

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L’ampia e completa libreria di oggetti BIM si completa con le stratigrafie Laterlite per soluzioni leggere, termo-acusticamente isolanti e per il consolidamento dei solai a base di argilla espansa Leca scaricabili dal sito leca.it. I file in formato Revit si compongono di stratigrafie complete con le informazioni geometriche e i dati relativi ai materiali, con gli utili collegamenti ai relativi manuali e schede tecniche.

Oggetti BIM Leca

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