01 Ago 2016
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Ampliamento di un insediamento industriale per la produzione di formulati farmaceutici

Il complesso industriale per la produzione di formulati farmaceutici di proprietà della Società VALPHARMA INTERNATIONAL S.p.A. è costituito da un articolato insieme di edifici accorpati e destinato ad opifici, magazzini, uffici, spazi per l’analisi e ricerca nonché dai relativi spazi di servizio (parcheggi coperti, spogliatoi, servizi igienici, impianti tecnologici).
L’ampliamento è stato realizzato in fregio allo stabilimento esistente, sul lato nord dello stesso, a Pennabilli.
Nel progetto di ampliamento si è partiti dalla necessità di potenziare la zona produttiva dello stabilimento e le centrali tecnologiche ad esso connesse mantenendo continuità estetica ed efficienza produttiva, nel rispetto della morfologia del sito.
Schematicamente , l’ampliamento è composto da due edifici , separati a livello della nuova strada di servizio, ma intercomunicanti fra di loro, per motivi tecnologici, a livello interrato.

L’intera struttura costituente l’ampliamento, è frazionata in quattro parti principali, opportunamente giuntate fra di loro, a formare organismi strutturali indipendenti in modo da diminuire al massimo l’insorgere di momenti torcenti.
I tamponamenti sono del tipo a cassavuota costituita da Lecablocchi e isolamenti termici così costituita:

  1. Muratura da intonacare realizzata con Lecablocchi tipo Bioclima 25x20x25 semipieno da intonacare;
  2. Intonaco eseguito con malta di cemento grezzo frattazzato costituito da un primo strato di rinzaffo e da un secondo strato tirato in piano a frattazzo lungo, dello spessore ≥ 1cm;
  3. Isolante termico in polistirene espanso estruso con pelle dello spessore pari a cm 4;
  4. Muratura facciavista realizzata con Lecablocchi Architettonici B8x20x50 di colore grigio e/o ricorsi in mattoncino Leca di dimensioni 12x8x25 di colore bianco, posati con malta additivata con idrofugo. Spessore muratura cm. 8.

Le murature interne confinanti i compartimenti antincendio sono eseguite con manufatti di argilla espansa Leca tipo “Lecablocco Tagliafuoco facciavista” EI 120 minuti, di spessore 20 cm.
La scelta dei tamponamenti in materiale costituito da argilla espansa nasce fin dal primo progetto che ha previsto l’utilizzazione di blocchi architettonici di colore grigio accompagnati da facciate in c.a. a faccia a vista . Tale scelta non è stata dettata unicamente da motivi estetici, ma anche da ragioni di contenimento energetico, di resistenza al fuoco e di facilità d’impiego dei manufatti Leca.
A distanza di 15 anni dal primo intervento, ai motivi suddetti, si è aggiunta la constatazione dell’ottimo stato manutentivo delle murature e, per continuità d’intervento, si è nuovamente optato per tale tipo di murature alternandole ad elementi in c.a. faccia a vista sugli elementi di snodo.
Inoltre, anche se le particolari esigenze produttive sono influenti sul sistema di riscaldamento e ricambio d’aria per cui viene applicata la deroga a quanto previsto dalla normativa vigente in relazione all’efficienza energetica degli edifici (D.P.R.59/09), la progettazione dell’edificio ha comunque tenuto conto delle problematiche inerenti il risparmio energetico ed ha previsto elementi costruttivi, quali murature e isolamenti in copertura, volti al contenimento dei consumi ed alla ottimizzazione del funzionamento degli impianti.

dott. ing. Valerio Brizi

Località
Pennabilli (RN)
Progettista
Dott. Ing. Valerio Brizi
Pennabilli (RN)
Impresa
Sms Costruzioni Generali S.P.A.
San Marino

01 Ago 2016
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Tradizione e innovazione: area di Servizio nella Valle di Vitalba.

Il progetto è stato commissionato dalla Società Macchia Carburanti, nata nell’immediato dopoguerra come AZIENDA AGRICOLA e trasformatasi, nei decenni successivi, in azienda operante nel settore di erogazione carburanti con annesse attività integrative: bar, ristorante, piccola pensione denominata “Pensione Valle di Vitalba” dotata di attrezzature per la pratica di attività sportive.
Nell’anno 2010 la Società ha avviato il progetto per la realizzazione della presente STAZIONE di SERVIZIO.
Nella definizione del programma funzionale, oltre alle attività strettamente connesse alla erogazione dei carburanti, ne sono state individuate altre complementari, come quella amministrativa, ricreativa (caffetteria e ristoro) e, un’altra, insolita, espositiva, derivante dalla “storia” della Società medesima.
Nel nuovo impianto progettuale, particolare importanza è stata attribuita allo “spazio espositivo”, in cui trovano collocazione macchine agricole, vera e propria documentazione di archeologia industriale legata al lavoro nei campi, quindi alla “civiltà contadina”. Tra le tante macchine in possesso della Società, ai fini espositivi, tenendo presente la superficie disponibile, è stata operata una scelta accurata, privilegiando sia la componente storico – funzionale, sia quella affettiva.
Il locale “esposizione”, per il significato particolare che riveste, al fine di determinare un sicuro impatto visivo, è stato ubicato in posizione strategica. Le ampie superfici vetrate ad angolo, consentono di percepire lo spazio interno sia percorrendo la rampa laterale, sia salendo i gradini posti in corrispondenza dell’ingresso principale che immettono nel percorso “galleria”.

Il programma funzionale è stato realizzato all’interno di un lotto edificabile intercluso, con andamento planimetrico stretto e lungo che, unitamente ai vincoli posti dalla vigente normativa, ha fortemente condizionato la disposizione dei corpi di fabbrica relativi alle singole attività. Partendo dai due passi carrabili (uno per l’ingresso e l’altro per l’uscita degli autoveicoli, separati da spazio verde attrezzato per contenere il “totem” e piccoli vani contatori), in successione trovano ubicazione:

  • area destinata a contenere il serbatoio GPL e relativa attrezzatura meccanica, schermata da siepe perimetrale sempreverde;
  • isole destinate alla localizzazione delle colonnine erogatrici, coperte da pensilina metallica;
  • corpo di fabbrica a supporto dell’attività di erogazione carburanti (ufficio gestore, servizi igienici e spogliatoio, bagno per clienti diversamente abili, locale ricambi, locali tecnici);
  • corpo di fabbrica per attività amministrativa e servizi igienici per il pubblico;
  • corpo di fabbrica per attività ricreativa.

 L’ufficio del gestore costituisce il fulcro del sistema perché destinato al controllo di tutta l’attività di erogazione. Per questo motivo, il medesimo, oltre ad essere collegato con l’esterno (sia verso gli erogatori, sia verso il corpo di fabbrica destinato all’amministrazione), è dotato di superfici finestrate ad angolo disposte su tre lati, con campo visivo di 180°, per agevolare l’attività di controllo.
Il corpo di fabbrica destinato all’amministrazione dell’azienda ed all’attività ricreativa, costituisce l’aspetto architettonico più significativo di tutto il progetto, sia per la molteplicità di funzioni in esso
distribuite, sia per la particolare configurazione planimetrica.
L’intero corpo edilizio può essere letto come costituito da due parti distinte (amministrazione – esposizione – servizi igienici da una parte, caffetteria – fast food – office – cucina e servizi dall’altra parte), separate, ma nello stesso tempo tenute insieme, dal percorso coperto, “galleria”, che riaggrega le due parti funzionalmente distinte.
L’amministrazione, dotata di accesso indipendente, è ubicata sul lato opposto del “Blocco Gestore”, ne riprende la geometria ed anche la tipologia della finestra ad angolo che consente di relazionare visivamente i due ambienti. A ridosso della medesima, è ubicato il blocco dei servizi igienici destinati al pubblico.
Sul lato opposto è ubicato lo spazio ricreativo, nel quale sono localizzate la caffetteria, una piccola sala pranzo e relativi locali di servizio (office, cucina, dispensa, spogliatoi e bagni per il personale).
Nell’elaborazione del progetto esecutivo, particolare attenzione è stata rivolta alla definizione degli elementi architettonici.
Per i paramenti murari esterni ed alcuni interni, sono stati previsti blocchi “Leca” a faccia vista del tipo “modulo 11”, utilizzato nello stesso formato (11,5 x 11 x 49) ma con colori e finiture diverse per evidenziare la differente destinazione d’uso dei rispettivi corpi di fabbrica: per quello a stretto servizio dell’attività di erogazione, è stato individuato ed utilizzato il blocco “levigato bisellato”, colore “bianco mediterraneo”, ritenuto più tecnico e quindi più adatto al tipo di attività; per i restanti corpi di fabbrica, è stato previsto ed utilizzato il blocco “bocciardato bisellato”, colore “sabbia”, posato in modo da eliminare le commettiture verticali, accentuando, così, quelle orizzontali (per le quali è stata utilizzata la malta dello stesso colore) che conferiscono alle facciate senso di dilatazione.
Per questi ultimi corpi di fabbrica, al fine di creare continuità tra esterno ed interno, lo stesso blocco è stato utilizzato anche per le pareti interne, presenti sia nella Amministrazione, sia nella Caffetteria, sia nella sala Ristorante: il colore presente sulle pareti interne si armonizza con il colore naturale delle travi di legno lamellare utilizzate per la copertura e volutamente lasciate a vista; all’esterno, il colore sabbia dei blocchi si armonizza con il colore degli altri materiali presenti, come il verde – rame delle lastre di alluminio utilizzate per il manto di copertura.
I blocchi “Leca” sono stati individuati e posati sia per il loro aspetto estetico, sia per la facilità di posa, sia, infine, per la durabilità, l’affidabilità nel tempo e, l’assenza di manutenzione, che, tutt’insieme, costituiscono indubbi vantaggi economici.

arch. Gennaro Caputo

Località
Filiano (PZ)
Progetto architettonico
Studio Caputo architetti associati
Rionero in Vulture (PZ)
Direzione Lavori
Gennaro Caputo, architetto
Strutture
Beniamino Valzer, ingegnere
Rionero in Vulture (PZ)
Committente
Società MACCHIA CARBURANTI
Di Macchia Pasquale & C. s.n.c.
Filiano (PZ)
Esecuzione lavori
Corima Impianti – Bari
D.M.D. Costruzioni
Ripacandida (PZ)

Planimetria Generale

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01 Ago 2016
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Ristrutturazione con riqualificazione energetica di una abitazione

In Comune di Pordenone si è realizzato un intervento di ristrutturazione ed ampliamento di un’abitazione degli anni ’50 per trasformarla in un moderna villa. La scelta strutturale è stata quella di mantenere parte della muratura esistente del piano terra sostituendo i maschi murari principali con muratura armata in Lecablocco Bioclima di spessore 25 cm per poi proseguire con la sopraelevazione in muratura armata con Bioclima di pari spessore.
Il nuovo solaio interpiano è stato realizzato in calcestruzzo per connettere tutte le murature, invece la copertura è in legno.
Ogni componente strutturale è connesso per far funzionare la muratura portante resistente in modo completo.

Per le prestazioni termiche la muratura portante in Lecablocco Bioclima è stata abbinata ad un cappotto in polistirolo con grafite di spessore 10 cm, che garantisce una trasmittanza U= 0.23 W/m²K ed un isolamento acustico Rw>54 dB. La copertura in legno è stata isolata con 20cm di isolante in fibra di legno.
Particolare cura è stata dedicata all’inserimento di infissi ad alte prestazioni con triplo vetro ed oscurante incorporato, in modo da limitare al massimo il ponte termico di contatto.
Si è provveduto ad installare un sistema di ventilazione forzata con recupero dell’energia ad alto rendimento, che abbinato all’isolamento dell’involucro permettono una classificazione dell’abitazione in Classe Energetica A.
Particolare cura si è data al fattore estetico abbinando al movimento architettonico l’abbinamento di materiali e colori per rendere l’abitazione vivace. All’involucro arancione è stato abbinato un volume con finiture facciavista bianche utilizzando un Blocco Splittato di altezza 10cm, richiamato con la recinzione bianca splittata.
Le cornici delle grondaie e degli infissi sono grigi per delineare ed incorniciare i colori pastello delle facciate e racchiuse da un tetto nero.

ing. Fabio Braccini

Località
Pordenone (PN)
Progetto architettonico, strutture e D.L.
ing. Fabio Braccini
Impresa
Murature srl
Fagagna (UD)

Caratteristica della muratura esterna con isolamento a cappotto (sp. 10 cm): 

Spessore totale della parete in cm 36.7
Trasmittanza termica U della parete intonacata in W/m²K 0.23
Massa superficiale Ms della parete non intonacata 231
Fattore di smorzamento fa 0.08
Sfasamento S in h 13.8
Trasmittanza termica periodica YIE in W/m²K  0.02

Muratura in Lecablocco Bioclima Sismico, isolamento di spessore 10 cm e Blocchi splittati facciavista

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Caratteristica della muratura: 

Spessore totale della parete in cm 44.7
Trasmittanza termica U della parete intonacata in W/m²K 0.22
Massa superficiale Ms della parete non intonacata in kg/m² 409
Fattore di smorzamento fa  0.066
Sfasamento S in h  16.23
Trasmittanza termica periodica YIE in W/m²K 0.015
01 Ago 2016
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Residenze di pregio a Roma

Il progetto riguarda l’attuazione del primo stralcio del piano denominato “Giardini di Trigoria” che nel suo complesso prevede la realizzazione di 2 comparti fondiari a destinazione residenziale.
Di seguito si riporta una breve descrizione degli elementi strutturali principali.
Le strutture in elevazione, a partire dal primo impalcato fino alle coperture, sono di tipo misto:

  • colonne in acciaio profilo HE;
  • setti in c.a. esclusivamente per il vano scale, gli ascensori e gli angoli esterni delle sagome.

Gli elementi orizzontali sono:

  • solette piene in c.a. con ribassamenti in corrispondenza dei balconi e di alcuni bagni.
  • parapetti dei balconi curvilinei di tipo prefabbricato in c.a. con ringhiere e vetri di completamento.

Le tamponature esterne sono costituite dall’assemblaggio di componenti prefabbricati di alta qualità (blocchi di argilla espansa in calcestruzzo vibrocompresso) di spessore 36 cm, rivestite internamente con pannelli prefiniti in cartongesso rasati e tinteggiati.
Rivestimento esterno è in gres porcellanato al piano terra di colore grigio, ai piani in elevazione di colore chiaro (tendente al bianco) con alcuni intarsi color legno. Le murature divisorie tra gli alloggi sono anch’esse in blocchi di argilla espansa di spessore 25 cm, con elevate caratteristiche di isolamento acustico, rivestite con pannelli prefiniti in cartongesso rasati e tinteggiati. Spessore complessivo di circa 30 cm.
Le tramezzature interne sono anch’esse in blocchi di argilla espansa di spessore 9,5 cm, rivestite internamente con pannelli prefiniti in cartongesso rasati e tinteggiati. Spessore complessivo di circa 12,5 cm.
Si è scelto l’utilizzo di blocchi in calcestruzzo di argilla espansa con valori di trasmittanza ed abbattimento acustico certificati tali da garantire il soddisfacimento dei requisiti prestazionali imposti dalla normativa e riportati nelle specifiche relazioni.
I solai di separazione tra gli alloggi sono isolati prevalentemente con tappeti anticalpestio annegati nei massetti e pannelli isolanti posti all’interno dei controsoffitti.
Particolare attenzione è riservata alla soluzione dei ponti termici trapilastri, solai e murature, che sono migliorati con specifici materiali isolanti.

Località
Roma
Progetto Architettonico
Arch. Riccardo Armezzani
Roma
Direzione lavori e Consulenza alla progettazione esecutiva
EULERO ENGINEERING
Impresa
Cogeco 7 S.r.l.
Roma

01 Ago 2016
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DECRETO 26/6/2015 “REQUISITI MINIMI” E PONTI TERMICI

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Legge 90/2013 e Decreti 26 giugno 2015:

Il 15 luglio 2015 scorso sono stati pubblicati i Decreti Attuativi della Legge 90/2013 (Recepimento a livello nazionale della Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica degli edifici). I tre Decreti attuativi affrontano tutti gli aspetti inerenti l’efficienza energetica: i requisiti prestazionali minimi degli edifici, gli schemi di relazione tecnica di progetto e la Certificazione Energetica degli edifici.
Nel seguito si farà riferimento in particolare al Decreto 26 giugno 2015 “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prestazioni e dei requisiti minimi degli edifici” (nel seguito indicato brevemente come “Decreto Requisiti minimi”).

Il Decreto Requisiti Minimi:

Il Decreto “Requisiti minimi” introduce requisiti nuovi e più severi, e si applica secondo le seguenti scadenze definite a livello nazionale in funzione della data di richiesta del titolo abitativo (permesso a costruire o assimilato):

  • dall’1/10/2015 si applicano requisiti e prestazioni “intermedi”;
  • dall’1/1/2019 per gli edifici pubblici si applicano i requisiti e le prestazioni “finali”;
  • dall’1/1/2021 i requisiti prestazionali “finali” andranno applicati anche agli edifici privati.

Come previsto dalla Direttiva europea, gli edifici nuovi o soggetti a ristrutturazioni importanti di 1° livello dovranno essere “edifici a energia quasi zero” (NZEB).

Edifici "NZEB":

L’edificio a energia quasi zero o NZEB (Nearly Zero Energy Building), è definito come un “edificio ad altissima prestazione energetica, (…). Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo è coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta all’interno del confine del sistema (in situ)”. L’edificio NZEB è quello che soddisfa i requisiti “finali” in vigore dall’1/1/2019-2021 e i cui fabbisogni energetici sono coperti da fonti rinnovabili come previsto dal D.Lgs n.28 del 3 marzo 2011.

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MC110-TABELLA-DLGS-28-2011

Ponti termici:

Per “ponti termici” si intendono quelle zone dove si verificano disomogeneità del materiale (per esempio i pilastri all’interno delle tamponature in muratura) e variazioni di forma (per esempio angoli o spigoli). In queste zone vi è un incremento del valore dei flussi termici e una variazione delle temperature superficiali interne, con conseguente aumento della quantità di calore disperso attraverso le pareti o gli altri elementi di involucro.
Il parametro che caratterizza un ponte termico lineare è la trasmittanza termica lineica ψ (W/mK) che esprime il flusso termico specifico scambiato per unità di lunghezza. Per effetto dei ponti termici, il coefficiente di scambio termico H è calcolato come:

H=ΣjAjUjkLkψk

Analisi dei ponti termici:

Con l’ultima versione della UNI TS 11300-1, i ponti termici vanno valutati secondo calcoli agli elementi finiti secondo la norma UNI EN ISO 10211, non consentendo più il calcolo forfettario in funzione della tipologia costruttiva.
Pertanto, la necessità di valutazioni più approfondite unitamente a prestazioni tecniche più severe richieste dal Decreto “Requisiti minimi” rende il tema dei ponti termici un passaggio fondamentale della nuova normativa sull’efficienza energetica degli edifici.

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La risposta Bioclima Zero i ponti termici:

Lecablocco Bioclima Zero è la famiglia di blocchi multistrato in argilla espansa Leca e polistirene espanso con grafite per pareti ad alto isolamento termico in edifici ad energia quasi zero (NZEB).
Con i Lecablocco Bioclima Zero, grazie alla presenza dei pezzi speciali, è possibile mantenere l’isolamento termico omogeneo su tutto l’involucro verticale per minimizzare l’incidenza dei ponti termici.
Nelle pagine seguenti sono riportati gli abachi riferiti ai ponti termici “strutturali” su pareti in Lecablocco Bioclima Zero, con indicazione del relativo coefficiente di trasmittanza termica lineica ψe (W/mK).

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BIOCLIMA ZERO:

I Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P e Zero27P permettono di realizzare:

  • Murature portanti armate anche per edifici da realizzare in zona sismica;
  • Murature di tamponamento in edifici con struttura portante a telaio in calcestruzzo o acciaio.

I Bioclima Zero dispongono di pezzi speciali studiati per:

  • mantenere l’isolamento termico omogeneo su tutto l’involucro verticale, per minimizzare l’incidenza dei ponti termici;
  • proteggere il pannello isolante assemblato all’interno del blocco, per garantire la robustezza e la durabilità nel tempo;
  • realizzare l’alloggiamento per i pilastrini verticali previsti per un efficace comportamento antisismico dell’edificio (muratura portante armata);
  • agevolare l’operatività di cantiere;
  • un Sistema Costruttivo completo.
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Schede tecniche:

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Muratura portante armata:

I Lecablocco Bioclima Zero (Zero18P, Zero23P e Zero27P) permettono di realizzare murature portanti anche in zona sismica.
La muratura armata prevede l’introduzione di armature verticali ed orizzontali all’interno della parete. La presenza delle armature incrementa la resistenza a flessione per azioni orizzontali (sisma) e la duttilità della parete, vale a dire la sua capacità di deformarsi oltre il limite elastico senza arrivare al collasso.

  1. Lecablocco Bioclima Zero18P;
  2. Striscia isolante adesiva da posizionare in ogni corso di malta orizzontale;
  3. Malta di posa;
  4. Tasca verticale da riempire con malta tipo M10;
  5. Traliccio metallico tipo Murfor, da posizionare ogni 2 corsi;
  6. Ferro ø 6 da posizionare ogni 2 corsi (murature armate in zona sismica);
  7. Blocco Angolo Esterno;
  8. Getto in calcestruzzo armato;
  9. Architrave Isolata con getto in calcestruzzo;
  10. Tavella Isolata da posizionare in corrispondenza degli elementi in calcestruzzo (cordoli di solaio);
  11. Blocco Jolly.
BioclimaZeroPortante_Assonometria

Abaco dei ponti termici: 

Con i Lecablocco Bioclima Zero, grazie alla presenza dei pezzi speciali, è possibile mantenere l’isolamento termico omogeneo su tutto l’involucro verticale per minimizzare l’incidenza dei ponti termici.
Si riportano i valori del coefficiente di trasmittanza termica lineica ψe dei principali ponti termici strutturali (angoli di murature, cordoli di solaio e pilastrini realizzati nella muratura corrente) per le murature portanti armate realizzate con Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P e Zero27P.

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Muratura di tamponamento - pilastri di spessore 25 cm:

I Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P e Zero27P permettono di realizzare murature di tamponamento in edifici con struttura portante a telaio in calcestruzzo o acciaio di spessore 25 cm.

LEGENDA:

  1. Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P o Zero27P;
  2. Striscia isolante da posizionare in ogni corso di malta orizzontale;
  3. Malta di posa;
  4. Traliccio metallico tipo Murfor, da posizionare ogni due corsi;
  5. Tavella isolata da posizionare in corrispondenza degli elementi in calcestruzzo;
  6. Angolo Tavella Isolata;
  7. Pilastro in calcestruzzo.
BioclimaZeroPortante_Assonometria25

Abaco dei ponti termici: 

Si riportano i valori del coefficiente di trasmittanza termica lineica ψe per le murature di tamponamento realizzate con Lecablocco Bioclima Zero18P, Zero23P e Zero27P in presenza di pilastri di spessore 25 cm.
I relativi particolari costruttivi sono risolti con i pezzi speciali (Tavella Isolata) che permettono di rivestire il telaio in calcestruzzo armato mantenendo la continuità e la protezione del pannello isolante in polistirene con grafite.

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Muratura di tamponamento - pilastri di spessore 30 cm:

Il Lecablocco Bioclima Zero18P permette di realizzare murature di tamponamento in edifici con struttura portante a telaio in calcestruzzo o acciaio di spessore 30 cm.

LEGENDA:

  1. Lecablocco Bioclima Zero18P;
  2. Striscia isolante da posizionare in ogni corso di malta orizzontale;
  3. Malta di posa;
  4. Traliccio metallico tipo Murfor, da posizionare ogni due corsi;
  5. Tavella isolata da posizionare in corrispondenza degli elementi in calcestruzzo;
  6. Angolo Tavella Isolata;
  7. Pilastro in calcestruzzo.
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Abaco dei ponti termici: 

Si riportano i valori del coefficiente di trasmittanza termica lineica ψe per le murature di tamponamento realizzate con Lecablocco Bioclima Zero18P in presenza di pilastri di spessore 30 cm.
Gli elementi “Tavella Isolata 14” e gli elementi ad angolo permettono di correggere i ponti termici in corrispondenza delle strutture in calcestruzzo armato, mantenendo la continuità di isolamento termico e la protezione del pannello isolante.

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