05 Ago 2015
ed-residenziale-laquila-zero19t

La rinascita della città di L’Aquila

A pochi chilometri ad est dalla città di L’Aquila la demolizione e ricostruzione di queste due villette monofamiliari si presenta come uno tra i numerosi interventi di ricostruzione che hanno interessato il territorio aquilano a seguito degli eventi sismici dell’aprile 2009.
Volontà comune di tutti gli attori coinvolti nel processo di progettazione e costruzione è stata quella di dare un messaggio positivo di rinascita – a se stessi, alle proprie famiglie, alla città – quale segno di autocritica nei confronti del passato, di sensibilità e rispetto verso il contesto e i suoi abitanti, di ricerca di qualità e innovazione anche in momento di così drammatica difficoltà.
La progettazione ha coinvolto ogni aspetto della configurazione del fabbricato con equilibrio e semplicità: sicurezza sismica, efficienza energetica, qualità costruttiva ed architettonica sono naturalmente confluite nel progetto senza mai perdere di vista le abitudini di vita dei proprietari, così importanti perché consolidate nel corso degli anni e radicate in questi stessi luoghi. Le planimetrie finali mostrano due villette pressoché identiche esternamente, ma profondamente diverse nel loro interno, riflesso delle altrettanto diverse necessità e stili di vita dei suoi abitanti.
Entrambe le abitazioni aprono completamente a sud con grandi vetrate, garantendo non solo una magnifica vista sul paesaggio ma consentendo un significativo apporto di energia termica gratuita. Il fronte nord si presenta chiuso e caratterizzato da piccole bucature nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari degli ambienti. Le vetrate a sud sono disposte al di sotto di aggetti in modo da poter creare un ombreggiamento fisso. Tutti i ponti termici del fabbricato sono stati studiati e valutati puntualmente, ed ogni dettaglio costruttivo è stato disegnato con cura per ridurre al minimo le dispersioni dell’involucro nei suoi punti più critici.
Il sistema di tamponamento è stato scelto nell’ottica di garantire oltre alle elevate prestazioni termiche e statiche anche un adeguato supporto per il rivestimento esterno che caratterizza il basamento dell’edificio, optando quindi per il blocco Bioclima Zero 19T con correzione dei ponti termici con pannelli in poliuretano.
Le ottime prestazioni termiche dell’involucro hanno consentito una ridotta richiesta di energia termica facilmente soddisfatta dal riscaldamento radiante a pavimento. Entrambe le villette, ciascuna con una superficie calpestabile di circa 150mq, hanno nel locale tecnico del sottotetto una caldaia a condensazione di appena 18 kW che provvede al fabbisogno termico di ciascuna abitazione con l’integrazione di due pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria. Completano gli impianti tecnologici i pannelli fotovoltaici ed il sistema di recupero delle acque piovane accumulate in un serbatoio interrato nel giardino.

ing. Alessia Rossi
ing. Francesco Giancola

Prodotti Utilizzati

bioclima-zero-19t

Il sistema costruttivo

MC109-parete-bioclima-zero-19t

Legenda:

  1. Lecablocco Bioclima Zero19t Tamponamento;
  2. Striscia isolante da posizionare in ogni corso di malta orizzontale;
  3. Malta di posa;
  4. Traliccio metallico tipo Murfor, da annegare nella malta ogni 2 corsi;
  5. Intonaco.
05 Ago 2015
MC109-casa-mediterranea-2

Alte prestazioni

La “CASA MEDITERRANEA A+” è stata realizzata in una zona residenziale pochi chilometri a sud di Taranto, città SPARTANA, culla della Magna Grecia molto prima che della monocultrura siderurgica degli anni ‘60. La villa monofamigliare in questione è stata progettata per offrire il massimo comfort in un clima in cui l’ESTATE dura più dell’INVERNO e in cui la corretta circolazione d’aria naturale è importante almeno quanto la coibentazione dell’involucro. A queste latitudini lo studio dell’ombreggiamento delle superfici vetrate è molto più importante della maniacale correzione di improbabili “ponti termici”. In questa terra la CASA MEDITERRANEA è stata intesa come sintesi di TRADIZIONE, TECNOLOGIA ed EFFICIENZA a servizio del benessere e del risparmio energetico, libera da dogmi provenienti da altre latitudini. La villa si sviluppa su una superficie complessiva di circa 90 mq utili su due livelli con tetto a singola falda orientata a Sud; Il progetto nasce da un attento studio dell’orientamento e della distribuzione degli ambienti e delle relative aperture finalizzato all’ottimizzazione dell’illuminazione naturale e dell’ombreggiamento estivo ottenuto con generose pensiline perimetrali. L’involucro è stato realizzato in MURATURA PORTANTE ISOLANTE in grado di garantire elevata coibentazione e omogeneità delle superfici con eliminazione dei ponti termici determinati dalla presenza di pilastri e travi in conglomerato cementizio armato; il BIOCLIMA ZERO27p è un blocco multistrato in argilla espansa e polistirene ad alta densità con grafite in grado di fornire elevate prestazioni anche in regime estivo; la soluzione a sandwich con lo strato coibente “leggero” racchiuso tra strati di muratura massiva garantisce un’elevata inerzia termica complessiva evitando l’irraggiamento diretto dello strato coibente come avviene nel caso di rivestimento a semplice cappotto. L’isolamento verso terra è garantito dalla presenza di un vespaio realizzato con argilla espansa TermoPiù e da un strato coibente di polistirene ad alta densità dello spessore di 6 cm sottopavimento. Particolare attenzione è stata posta nel collegamento degli infissi alla muratura; è stato appositamente progettato un cassonetto coibentato con spallette e quarto lato in grado di garantire l’assenza di qualsiasi ponte termico.

Gli infissi scelti sono in PVC realizzati con profili da mm 80 a tre guarnizioni, dotati di anta ribalta e sistema di microventilazione integrato.

L’utilizzo in copertura di un manto impermeabile BIANCO RIFLETTENTE ha consentito di ridurre drasticamente il surriscaldamento estivo. La corretta ventilazione naturale, fondamentale nei periodi estivi, è garantita dalla realizzazione di un “camino di ventilazione” grazie alla presenza di un cupolino posto nell’estremità superiore della copertura; l’apertura (controllata automaticamente) serale/notturna del cupolino consente l’espulsione dell’aria calda e il richiamo di aria fresca dalle aperture a “ribalta” degli infissi del piano terra. L’impianto di climatizzazione adottato, del tipo ad acqua (idronico), è composto da una pompa di calore esterna ad inverter NEXPOLAR 006 MN (potenza elettrica massima assorbita 1,90 kw), e da FANCOIL interni incassati nel controsoffito, dotati di ventilatori modulanti con tecnologia inverter (motori brushless). La soluzione impiantistica adottata consente di ottenere una “risposta” immediata indispensabile per l’uso intermittente tipico del clima mediterraneo, garantendo allo stesso tempo massima efficienza, silenziosità e comfort grazie all’attenta progettazione delle bocchette di immissione e ripresa. L’acqua calda sanitaria viene prodotta da un pannello solare a circolazione naturale.

L’impianto antintrusione è basato su un sistema di barriere a infrarosso perfettamente integrato nelle spallette degli infissi tale da consentire la massima sicurezza senza compromettere l’estetica e la funzionalità delle aperture.

ing. Simone Mairo

Il sistema costruttivo

sistema-bioclima-zero27p

Legenda: 

  1. Lecablocco Bioclima Zero27p;
  2. Striscia isolante adesiva da posizionare in ogni corso di malta orizzontale;
  3. Malta di posa;
  4. Tasca verticale da riempire con malta tipo M10;
  5. Traliccio metallico tipo Murfor, da posizionare ogni 2 corsi;
  6. Ferro ø 6 da posizionare ogni 2 corsi (murature armate in zona sismica);
  7. Blocco PX38 Angolo;
  8. Getto in calcestruzzo armato;
  9. Architrave con getto in calcestruzzo armato;
  10. Tavella isolata da posizionare in corrispondenza degli elementi in calcestruzzo (cordoli di solaio);
  11. Blocco PX38 Angolo Interno;
  12. Blocco PX38 Jolly.
05 Ago 2015
MC109-scuola-elementare-san-marino-2

Ampliamento e ristrutturazione ad Acquaviva (San Marino)

Nel castello di Acquaviva, Repubblica di San Marino, sorge l’intervento di ristrutturazione e ampliamento della Scuola Elementare “Il Faro Bianco”. L’intervento consiste nella ristrutturazione dell’intero edificio esistente, concepito negli anni Settanta, e nella costruzione di un nuovo edificio di ampliamento di circa 1400 mq complessivi per migliorarne la funzionalità e ampliare la disponibilità di aule e servizi correlati.
Il nuovo edificio si innesta a lato nord-est della scuola, area precedentemente adibita a verde non attrezzato, ed è strutturato in differenti parallelepipedi affiancati l’uno all’altro disposti lungo il percorso pedonale esistente che collega la scuola d’infanzia e le palestra.
I quattro parallelepipedi centrali sono perfettamente uguali e misurano 8.20 metri per 7.60 metri determinando così aule da circa 52 metri quadrati, mentre quelli alle estremità sono ruotati rispetto ai precedenti.
Ogni parallelepipedo ospita le aule di insegnamento escluso il parallelepipedo ruotato disposto a est che contiene un laboratorio al piano terra e spogliatoi al piano inferiore.
I singoli blocchi sono collegati tra loro da un grande vano centrale di distribuzione illuminato da una grande vetrata curvilinea che segue l’andamento della fontana sulla quale ha l’affaccio principale. Tale vano si distingue architettonicamente per la differente scelta di rivestimento in colore bianco.
Il risparmio energetico è stato uno degli obiettivi che hanno determinato la scelta dei materiali costituenti e degli impianti utilizzati.
La muratura di tamponamento della struttura a telaio è in Lecablocco Bioclima Zero19t, blocchi preaccoppiati in calcestruzzo di argilla espansa Leca e isolante in polistirene espanso con grafite di 13.5 cm di spessore. La parete, in soli 36 cm più intonaci tradizionali, conferisce una trasmittanza termica di 0.19 W/m2K in un’unica fase di posa. L’isolamento acustico è invece la caratteristica fondamentale da rispettare per le pareti tra le differenti aule scolastiche. Per rispettare tali requisiti, è stato scelto di utilizzare una monoparete in Lecablocco Fonoisolante di 30 cm di spessore, intonacata ambo i lati per conferire alla parete un alto valore di fonoisolamento.
Impianti fotovoltaici e termici in copertura integrano gli impianti per un
garantire un ottimo risparmio energetico.

05 Ago 2015
MC109-sottopasso-expo-milano-

Alte prestazioni fonoassorbenti e fotocatalitiche

Inaugurata il 30 aprile 2015 la Zara-Expo è una nuova infrastruttura viaria che migliora la mobilità veicolare in senso trasversale dell’area Nord Milano e la viabilità di accesso alla porta Est del sito espositivo.
La nuova strada, che rientra tra le opere essenziali per l’accesso al sito dell’Expo 2015, è provvisoriamente dedicata al trasporto su gomma di carattere pubblico e collettivo – taxi, navette, autobus privati – proveniente sia dalla città che dalla rete autostradale. Sulla base delle provenienze/destinazioni dei flussi di traffico connessi  a EXPO 2015 (cittadine ed extraurbane), l’intervento è stato suddiviso in due lotti funzionali A e B.
In particolare il lotto funzionale A collega via Eritrea a via Stephenson, garantendo l’accessibilità per le provenienze cittadine, mentre il lotto funzionale 1B collega il nuovo svincolo di Cascina Merlata e le rampe del collegamento Molino Dorino – A8 con via Stephenson ed il sito espositivo, contribuendo a garantire l’accessibilità per le provenienze extraurbane.
La Zara-Expo, lunga 2,2 chilometri, ha una struttura a doppia carreggiata, con due corsie per senso di marcia, da via Eritrea alla porta Est del sito espositivo sottopassando Largo Boccioni e l’accesso autostradale della Milano-Laghi A8.
La prima parte della strada, da via Eritrea a via Stephenson, è stata realizzata in galleria per minimizzare l’impatto sul quartiere storico
di Quarto Oggiaro. Al di sopra della galleria sono in corso di realizzazione un parco di oltre un ettaro e mezzo, un centro sportivo polifunzionale e degli orti urbani a compensazione e a beneficio della zona.
L’opera consta di 600 metri di galleria, costruiti a cielo aperto con sistemi di paratie e tiranti, con impianto di illuminazione caratterizzato da luci a Led di ultima generazione, illuminazione di sicurezza e pavimentazione fonoassorbente su tutta la tratta per ridurre l’impatto acustico del traffico.
È stato, inoltre, impiegato un rivestimento fotocatalitico e fonoassorbente, sul tratto intermedio “aperto” della galleria della lunghezza di circa 60 metri, realizzato con cemento Bianco tecno 42,5 fotocatalitico della Italcementi e dai blocchi con forometrie tronco coniche Fonoleca Quadro, ottenendo sulla base  delle prove eseguite un buon risultato visivo ed eccellenti prestazioni acustiche.
In particolare sono state riscontrate elevate capacità di assorbimento dell’ossido di azoto sino all’84% a 60 minuti per le parti aventi colorazione grigio chiara, senza tener conto che la superficie tronco-conica dei blocchi ha elevato ulteriormente (+ 100%) le prestazioni di assorbimento NOX.
Al termine della galleria, tramite un sistema di tre rotatorie a raso si percorre il tratto di via Stephenson fino alla porta Est di Expo. Tutti gli incroci e le rotatorie sono arricchite da interventi di verde e arredo urbano, con piste ciclabili poste ai lati della nuova sede stradale.
L’opera è stata realizzata dalla MM Spa (Metropolitana Milanese) che ha affidato l’esecuzione della stessa all’Impresa Milesi Geom. Sergio S.r.l. di Gorlago (Bg).
I lavori sono durati circa 21 mesi e hanno impegnato in media ogni giorno oltre 150 maestranze.
La nuova strada oltre a rappresentare il nuovo accesso preferenziale per i taxi, le navette, i mezzi di soccorso e di approvvigionamento per il sito espositivo risulterà, al termine della manifestazione EXPO 2015 un’opera funzionale e tangibile della città di Milano.

TAPPETO BITUMINOSO FONOASSORBENTE CON ARGILLA ESPANSA LECA.
Il tappeto stradale bituminoso è stato realizzato con argilla espansa Leca all’interno del conglomerato bituminoso. La particolare struttura di Leca
attenua il rumore riducendo sensibilmente la riflessione dell’onda acustica. Questa caratteristica dell’inerte, unita ad una curva granulometrica ben studiata, conferisce al conglomerato buoni valori di assorbimento acustico.
L’aderenza in un normale tappeto bituminoso è affidata alle caratteristiche di C. L. A. (coefficiente di levigabilità accelerata) degli inerti utilizzati.
Non sempre questa caratteristica resta costante nel tempo a scapito della sicurezza. In pratica, dopo la spogliazione superficiale dal bitume, inizia
in un tappeto il processo di lucidatura dell’inerte attraverso il contatto con il pneumatico. Questo fenomeno, dopo qualche mese di esercizio della strada, tende a ridurne l’aderenza. Il 10% in peso di Leca inserito nella miscela di un tappeto, garantisce nel tempo valori di C.A.T. (coefficiente attrito trasversale) di circa 60 ed una riduzione dello spazio di frenata dal 10 al 25% in rapporto alla velocità dell’automezzo.
Leca uniformemente distribuito nella miscela assicura valori di C. A. T. superiori ai minimi prescritti e per tutta la vita del tappeto, non solo, Leca può essere utilizzato per migliorare l’aderenza globale del tappeto quando in loco ci sono inerti a basse prestazioni.
Le tecniche di posa in opera per i conglomerati con Leca non differiscono da quelle comunemente adottate.

Il sistema costruttivo

MC109-sottopasso-expo-milano-6

Prodotti Utilizzati

FonoLeca Quadro

RIVESTIMENTO FONOASSORBENTE CON LECABLOCCO FONOLECA QUADRO 15x50x50

Dimensioni nominali (S x H x L ) in cm 15x49x49
Dimensioni modulari (S x H x L ) in cm 15x50x50
Densità del calcestruzzo in kg/m3 850
Fonoassorbimento DLα in dB 18 (classe A5)
Indice di fonoassorbimento acustico N.C.R. 0.90

ATTIVITÀ FOTOCATALITICA DI NOx SU LECABLOCCO FONOASSORBENTE FONOLECA QUADRO:

Campione Indice di abbattimento (AR/%) a 60 min.  Giudizio attività fotocatalitica
FWI 51 (colore giallo Firenze) 78 ± 3 Buona
FWI 54 (Colore basalto) 79 ± 3 Buona
FWI 55 (colore giallo antico) 75 ± 3 Buona
FWI 60 (colore bianco) 84 ± 3 Elevata

I Lecablocco Fonoassorbente FonoLeca Quadro utilizzati hanno elevate caratteristiche di assorbimento dell’Ossido di Azoto sino all’84 % a 60 minuti per le porzioni di colore grigio chiaro. La superficie degli elementi, grazie alla conformazione delle rientranze tronco-coniche, eleva di circa 100% le prestazioni di assorbimento NOx.

05 Ago 2015
MC109-pad-italia-3

L’argilla espansa Leca tra le eccellenze del sistema al Padiglione Italia ad Expo2015

Con l’inaugurazione di EXPO 2015, l’Italia sarà fino al prossimo ottobre al centro del mondo. Un evento di grande prestigio, che il nostro paese ha affrontato mettendo in campo tutte le sue eccellenze non solo nel settore alimentare, tema conduttore della manifestazione, ma anche in quello della tecnologia e del design. A dimostrarlo è la casa che le ospiterà: il Padiglione Italia, una struttura di 13.000 m2 distribuita su sei livelli per 35 m d’altezza, avvolta da una ideale “foresta urbana” ottenuta collocando 900 pannelli uno diverso dall’altro a comporre un albero che libera rami e chioma verso l’alto. Un’architettura ardita, concepita dallo studio Nemesi & Partners, ma che contiene anche tantissima tecnologia dell’acciaio, del vetro e del calcestruzzo. E alla sua base Lecacem Classic, una delle soluzioni sviluppate da Laterlite per la realizzazione di sottofondi di compensazione ad alta resistenza.
Per l’architettura di Palazzo Italia lo studio Nemesi è partito dall’idea di coesione, intesa come forza di attrazione che genera un senso di comunità e di appartenenza. L’energia della comunità è rappresentata dalla piazza interna; cuore simbolico e partenza del percorso espositivo, riunisce attorno a sé i quattro volumi che danno forma a Palazzo Italia e ospitano rispettivamente la zona Espositiva (Blocco Ovest), la zona Auditorium-Eventi (Blocco Sud), la zona Uffici di Rappresentanza (Blocco Nord) e la zona Sale Conferenze-Meeting (Blocco Est). L’involucro, un’ideale foresta di grandi alberi, presenta degli appoggi massivi a terra che simulano grandi radici che affondano nel terreno; gli stessi volumi, visti dalla piazza interna, aprendosi e allungandosi verso l’alto si liberano come chiome attraverso la grande copertura vetrata.
Palazzo Italia è stato progettato in un’ottica sostenibile e concepito come edificio a energia quasi zero. A copertura di Palazzo Italia, Nemesi ha progettato una “vela” dal design innovativo che interpreta l’immagine della chioma di una foresta; caratterizzata da vetro fotovoltaico e da campiture geometriche per lo più quadrangolari, sia piane che curve, assieme all’involucro ramificato dell’edificio è espressione d’innovazione sia in termini di progettazione che di tecnologia.  La realizzazione dell’ampia superficie della piazza interna ha richiesto preventivamente l’esecuzione di un sottofondo di regolarizzazione al fine di uniformarne le quote e conferire le corrette pendenze. Oltre a consentire l’esecuzione di getti in alti spessori, variabili da 20 a 40 cm circa, il prodotto da utilizzare avrebbe inoltre dovuto garantire adeguate caratteristiche meccaniche e di incomprimibilità nel tempo onde assicurare la resistenza della pavimentazione alle sollecitazioni. In più, le particolarità logistiche del cantiere e i forti vincoli temporali dell’intervento rendevano impossibile l’esecuzione del sottofondo in un unico getto, obbligando l’impresa esecutrice a procedere per piccoli lotti.
Tali problematiche sono state brillantemente risolte grazie all’utilizzo di uno dei prodotti Laterlite di maggiore successo, il premiscelato leggero e isolante a rapida asciugatura Lecacem Classic, sviluppato da Laterlite per strati di isolamento-alleggerimento di sottofondi anche ad alto spessore. Il suo basso coefficiente di conducibilità termica certificato (0,134 W/mK) garantisce un elevato potere isolante con conseguenti risparmi energetici, mentre l’ottima resistenza alla compressione (25 kg/cm2) ne consente l’utilizzo anche per gli impieghi più gravosi; al tempo stesso, la sua leggerezza e l’eccezionale rapidità di asciugatura (soli 7 giorni) ne fanno una soluzione di grande praticità anche sotto il profilo esecutivo.

In questa particolare occasione, i 700 m3 della fornitura complessiva sono stati posti in opera per campiture progressive, definite in base allo stato di avanzamento delle lavorazioni di cantiere. La rapida asciugatura e l’elevata resistenza meccanica del prodotto a breve stagionatura hanno consentito una efficace gestione del programma dei lavori; al tempo stesso, il confezionamento del prodotto in sacchi ha notevolmente facilitato anche la logistica delle operazioni, aspetto particolarmente importante alla luce delle caratteristiche del cantiere.
Le doti di Lecacem Classic hanno così contribuito al rapido completamento dei lavori, in tempo utile per l’inaugurazione della manifestazione, e posizionando a pieno titolo Laterlite tra le eccellenze dell’Italia a EXPO 2015.

MC109-pad-italia-3
MC109-pad-italia-2