06 Ago 2015
20150603 Newsletter Fonoisolante facciata

Analisi del comportamento acustico in opera di murature in Lecablocco Fonoisolante ed in laterizio porizzato

MC109-Elementi-isolamento acustico-facciata

AUTORE: 

Linda Parati¹, Graziano Guerrato²
1. ingegnere, PhD in Acustica e Vibrazioni e Tecnico Competente in Acustica (Acustica Parati&Co.)
2. ingegnere, Responsabile Tecnico ANPEL (Associazione Nazionale Produttori Elementi Leca)

1. INTRODUZIONE

In un cantiere di Housing Sociale messo a disposizione da un’Impresa di costruzioni della Rete dBCHECK, di cui ANPEL è Partner, si sono eseguite misure in opera di isolamento acustico di facciata su pareti opache prive di serramenti. Obiettivo della sperimentazione era valutare il contributo di diverse tipologie di murature attraverso collaudi acustici in opera.

Le misurazioni sono state condotte su due tipologie di facciate con isolamento termico “a cappotto”. Il pannello utilizzato in cantiere era in polistirene espanso, vale a dire il materiale più diffusamente utilizzato nel nostro Paese per questo tipo di applicazione.

Si riportano le stratigrafie (dall’interno verso l’esterno) delle due tipologie di facciate:

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Le stratigrafie evidenziano come le due tipologie di facciate differiscono unicamente per le murature utilizzate.
I risultati delle misure in opera sulle facciate opache sono stati poi utilizzati come dati di input per la progettazione di facciate con serramenti. Infatti, partendo dai risultati della sperimentazione, sono state effettuate alcune valutazione previsionali di isolamento acustico di facciata.

Le analisi riportate nel seguito hanno l’obiettivo di evidenziare il diverso comportamento acustico delle due tipologie di facciate sopra descritte. Esse consentono inoltre di identificare i criteri progettuali che permettono di massimizzare il rapporto costi-benefici in relazione alle prestazioni di isolamento acustico di facciata previste dalla normativa vigente (D.P.C.M. 5/12/1997 “Requisiti acustici passivi negli edifici”).

2. I COLLAUDI

Nel cantiere di Housing Sociale sono stati scelti sei ambienti appartenenti ad alloggi differenti, aventi le medesime dimensioni e geometrie (LxPxH identiche) e delimitati da facciate aventi le stesse dimensioni. Tre di queste facciate sono state realizzate con blocchi in Laterizio semipieno di spessore 30 cm, ed altrettante con Lecablocco Fonoisolante dello stesso spessore. Tutte le facciate erano opache: infatti i vani serramenti sono stati murati con le stesse stratigrafie utilizzate per realizzare la restante parte della facciata.
I collaudi acustici di facciata sono stati condotti secondo la norma UNI EN ISO 140-5: 2000 [1], ottenendo, per ogni condizione testata, l’Indice di valutazione dell’isolamento acustico standardizzato di facciata D2m,nT,w.
Le misure sono state eseguite sulle facciate opache complete di finiture. Successivamente nelle stesse pareti, opportunamente predisposte, si sono montati serramenti certificati. Sulla facciata con serramenti si sono effettuate ulteriori misurazioni in opera, utilizzate per valutare la validità delle analisi previsionali condotte nel seguito.

2.1 Misure su facciate opache

Partendo dai risultati delle misure di isolamento acustico di facciata condotte sulle pareti opache si sono determinati:

  • in conformità alla UNI EN 12354-3: 2002 [2], il Potere  Fonoisolante Apparente R’ (in frequenza) della facciata opaca;
  • partendo dai valori R’ in frequenza, in conformità alla UNI EN ISO 717-1: 2013 [3], si è calcolato l’Indice del Potere Fonoisolante Apparente R’w della facciata opaca.

L’indice R’w è un dato necessario per le progettazioni acustiche su facciate. Tale dato può essere determinato con precisione solo partendo, come nel presente caso, da una specifica sperimentazione in opera.

Come specificato nelle Norma UNI EN 12354-3: 2002, infatti l’isolamento acustico di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione D2m,nT (in frequenza) dipende:

  • dal potere fonoisolante di tale facciata vista dall’interno;
  • dall’influenza della forma esterna della facciata, come la presenza di balconi;
  • dalle dimensioni degli ambienti interni delimitati dalla facciata.

Essendo tutti gli altri fattori noti grazie ai collaudi acustici eseguiti, è possibile ricavare il Potere Fonoisolante Apparente R’ (in frequenza) grazie all’equazione:

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dove:

V è il volume dell’ambiente ricevente, in metri cubi;
S è l’area totale della facciata vista dall’interno, in metri quadrati;
ΔLfs è la differenza del livello di pressione sonora per la forma della facciata, in decibel.

Confrontando la curva del Potere fonoisolante apparente R’ così ricavata con la curva di riferimento per il rumore trasmesso per via aerea (UNI EN ISO 717-1:2013), è stato possibile per ogni prova eseguita, determinare il valore dell’Indice di valutazione di Potere fonoisolante apparente R’w ed i termini di adattamento allo spettro C e Ctr.

I valori di R’ e R’w così determinati sono dati importanti, in fase di analisi previsionale, per identificare con precisione il comportamento delle facciate opache e permettono, disponendo di valori certificati del Potere fonoisolante Rw (di laboratorio) dei serramenti, di effettuare una stima affidabile dell’isolamento acustico complessivo delle facciate.
In Tabella 1 si riportano i valori medi di D2m,nT,w e di R’w misurati in opera per le due tipologie di facciate opache sopra descritte.

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I valori medi degli Indici D2m,nT,w e R’w misurati in opera evidenziano che, a parità di ogni altra condizione al contorno, l’utilizzo di Lecablocco Fonoisolante di spessore 30 cm come muratura di supporto permette di migliorare le prestazioni di isolamento acustico di facciata di ben 3 dB rispetto all’utilizzo di pareti in Laterizio porizzato semipieno di pari spessore.
Si fa presente che una differenza di 3 dB rappresenta un notevole incremento dell’isolamento acustico della facciata.

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2.2 Misure su facciate con serramenti e validazione delle analisi previsionali

Dopo aver completato le misure sopra descritte, l’Impresa ha provveduto a demolire una parte di facciata (opportunamente predisposta a questo scopo) e a completarla con un serramento. In particolare la finestra utilizzata aveva un Indice di Potere fonoisolante Rw (di laboratorio) certificato pari a 40 dB. La tipologia e le dimensioni nonché le modalità di installazione del serramento sono state le stesse in tutte le sei facciate provate.

L’Indice di Potere fonoisolante Rw del serramento è stato definito, partendo dai risultati ottenuti sulle facciate opache in Laterizio porizzato semipieno e Lecablocco Fonoisolante, effettuando analisi previsionali atte ad ottenere valori di isolamento acustico di facciata D2m,nT,w conformi ai limiti di legge D.P.C.M. 5/12/1997 per l’edilizia residenziale (40 dB) anche nel caso peggiore. A questo scopo si è utilizzato uno dei software commerciali più diffusi e affidabili per la previsione dei Requisiti acustici passivi.

In tabella si riportano i dati degli ambienti e delle facciate dell’edificio reale utilizzati per l’analisi previsionale. Si riportano inoltre i valori dell’Indice di isolamento acustico di facciata D2m,nT,w stimati.

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A lavori ultimati, con serramenti montati e registrati, si sono eseguiti in cantiere i collaudi acustici finali. Le misure hanno confermato i risultati dei modelli previsionali, evidenziando per la facciata opaca con Lecablocco Fonoisolante di spessore 30 cm valori addirittura superiori rispetto alle già ottime prestazioni stimate.
I valori di isolamento acustico di Facciata D2m,nTw misurati in opera con serramenti montati sono riportati in Tabella 3.

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Figura 2: Pianta degli ambienti oggetto delle misurazioni.

3. ANALISI PREVISIONALI E CONSIDERAZIONI

Sulla base dei valori ottenuti dai collaudi in opera si sono valutati alcuni casi tipici che rispecchiano geometrie consuete nell’edilizia residenziale. A tale scopo si è utilizzato il software previsionale citato al punto precedente.
Le stime riportate nel seguito sono teoriche, pertanto sono da ritenersi significative dal punto di vista previsionale. Per garantire che le ipotesi formulate in questa fase siano realizzate in modo coerente e corretto nella messa in opera dei componenti edilizi, tali stime devono essere integrate dai necessari dettagli costruttivi che andranno consegnati agli operatori di cantiere.
L’isolamento acustico di facciata è influenzato da diversi fattori: le dimensioni degli ambienti interni, le tipologie costruttive di tutte le partizioni, le tipologie di serramenti e le proporzioni tra parte opaca (muratura) e parte vetrata (intero blocco serramento).
A titolo di esempio si valuta l’isolamento acustico di facciata di due camere matrimoniali di superficie pari a 14 m² con rapporti aero-illuminanti minimi per i serramenti di 1/8 (vedi figure seguenti).

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Come evidenziato in tabella e in figura, le due camere matrimoniali hanno:

  • identiche dimensioni interne (altezza, lunghezza e profondità);
  • serramenti aventi le stesse caratteristiche acustiche (Indice di Potere fonoisolante Rw) e la stessa superficie.

Le facciate sono realizzate con le due tipologie di murature (in Lecablocco Fonoisolante e laterizio porizzato semipieno, entrambi di spessore 30 cm) descritte in precedenza.
L’unica differenza tra le due camere matrimoniali è data dalla posizione del serramento trasparente, posto sul lato più lungo (Caso “A”, lato 4,31 m) oppure su lato più corto (Caso “B”, lato 3,25 m).
Nelle Tabelle 5 e 6 sono riportate le stime previsionali dei valori dell’indice di Isolamento Acustico di Facciata D2m,nTw che si possono ottenere per le due tipologie di ambienti in esame (Caso “A” oppure “B”) mantenendo costanti le geometrie ma variando sia le tipologie costruttive (facciate in Lecablocco Fonoisolante oppure in laterizio porizzato semipieno) che le prestazioni acustiche dei serramenti. Le tabelle riportano in primis le condizioni del caso in analisi (geometria e Rw serramento) e quindi in relazione alla tipologia costruttiva il valore di D2m,nTw stimato. I valori di Potere fonoisolante Rw indicati per i serramenti sono stati scelti per consentire di rispettare, per la maggior parte delle tipologie, il requisito acustico richiesti dal D.P.C.M. 5/12/1997 per l’isolamento acustico di facciata (D2m,nTw ≥ 40 dB per edifici residenziali).
Per esempio nella configurazione “A”, con serramenti aventi Rw pari a 38 dB si è stimato un isolamento acustico D2m,nTw pari a 41 dB per una facciata realizzata con murature in Lecablocco Fonoisolante di spessore 30 cm.

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Dai risultati sopra riportati per i casi analizzati emergono le seguenti considerazioni:

  • La geometria dell’ambiente interno e l’esposizione parete esterna determinano notevoli differenze in termini di isolamento acustico di facciata; nelle tabelle 5 e 6 si evidenzia come, a parità di R’w della parte opaca nonché di Rw e di superficie del serramento, vi siano sempre 2 dB di differenza tra la configurazione del caso “A” e quella del caso “B”. Si fa notare inoltre come nel caso “B” l’incidenza sulla superficie di facciata della parte vetrata sia superiore rispetto al caso “A” (rispettivamente 20,5% e 15,5%).
  • La differenza di isolamento acustico riscontrata per le due tipologie di facciate (con Lecablocco Fonoisolante e con Laterizio porizzato semipieno) senza serramenti si mantiene anche in presenza di superfici vetrate (a parità di Rw delle stesse); questo dimostra che il contributo delle superfici opache non è (sempre) trascurabile ai fini dell’isolamento di facciata.
  • A parità di configurazione geometria (caso “A” e caso “B”) è evidente che una facciata realizzata con Lecablocco Fonoisolante sp.30 cm permette sempre di ottenere un isolamento acustico migliore rispetto ad una facciata con Laterizio porizzato semipieno di pari spessore. Infatti per quest’ultima, anche incrementando notevolmente il potere fonoisolante Rw del serramento, non si riescono a raggiungere le prestazioni delle pareti in Lecablocco montate con serramenti aventi Rw inferiori. Per esempio nel caso “B” emerge che con una parete in Laterizio porizzato con serramento ad altissime prestazioni (Rw=47 dB) si ottiene un isolamento di facciata D2m,nTw pari a 42 dB, comunque inferiore all’isolamento acustico (43 dB) ottenuto con una parete in Lecablocco Fonoisolante su cui si installi un serramento con Rw di “soli” 38 dB.
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4. CONCLUSIONI

I casi sviluppati sulla base dei valori di collaudo hanno evidenziato come le geometrie dei singoli ambienti, nonché la localizzazione e le dimensione dei serramenti, possano influire sull’intero isolamento acustico di facciata.
In particolare i casi esposti hanno evidenziato come non corrisponda sempre a verità l’idea che per ottenere un isolamento acustico di facciata D2m,nTw di 40 dB (conforme al D.P.C.M. 5/12/1997 per edifici residenziali) sia necessario o sufficiente utilizzare un serramento con Indice Rw pari a 40 dB. Talvolta tale prestazione del serramento può non essere sufficiente, altre volte può portare a prestazioni di isolamento acustico di facciata molto superiori al limite di Legge. Le misure eseguite e le valutazioni effettuate su chiusure verticali opache con isolamento termico “a cappotto” in polistirene espanso, hanno permesso di evidenziare come l’utilizzo di differenti tipologie di murature “di supporto” (Lecablocco Fonoisolante o Laterizio porizzato semipieno) comporti notevoli differenze in termini di prestazioni di isolamento acustico di facciata.
In particolar modo, nei casi oggetto di collaudo, si è evidenziato come le pareti opache in Lecablocco Fonoisolante sp.30 cm con isolamento a cappotto abbiano una prestazione di isolamento acustico di facciata superiore di ben 3 dB rispetto ad una parete identica ma realizzata con Laterizio porizzato semipieno.
La tipologia di muratura utilizzata è quindi fondamentale, e dev’essere anch’essa oggetto di una attenta valutazione progettuale, non limitando l’attenzione alle sole prestazioni acustiche dei serramenti.

06 Ago 2015
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L’utilizzo di armature orizzontali diffuse per la limitazione del danno

AUTORE: 

Andrea Penna

ingegnere, Università degli Studi di Pavia

Da tempo, le pareti di tamponamento in muratura costituiscono la soluzione più frequentemente adottata in Italia per la realizzazione dell’involucro esterno delle strutture residenziali e rappresentano un’opzione utilizzata anche nel caso di edifici industriali o artigianali. Questa scelta è legata ad una serie di indubbi vantaggi di questa soluzione costruttiva, quali l’economicità, la semplicità esecutiva e le prestazioni termiche e acustiche.
Negli edifici residenziali si tratta spesso di tamponature in muratura non armata generalmente abbinate a strutture realizzate con telai e/o pareti
in calcestruzzo armato, mentre le grandi luci e altezze delle strutture industriali portano usualmente a progettare e realizzare pareti in muratura armata.
Gli eventi sismici che, anche in anni recenti, hanno colpito il nostro Paese (ad es. L’Aquila 2009, Emilia 2012) hanno messo in luce la notevole vulnerabilità di questi elementi, considerati, spesso a torto, come “non strutturali” e, quindi, non considerati adeguatamente nella progettazione. Nel caso di risposta sismica delle costruzioni questi elementi possono esibire alcuni comportamenti particolarmente sfavorevoli.
Nel caso di tamponature particolarmente “robuste”, esse possono interferire con la risposta globale della struttura e, se disposte in modo irregolare (ad es. piano terra non tamponato), possono influenzare negativamente il comportamento strutturale concentrando il danneggiamento in punti sfavorevoli.
Se soggette a deformazioni nel piano, le tamponature tendono a danneggiarsi precocemente per taglio, con fessurazioni gravi per livelli di deformazione modesti se confrontati con le capacità di spostamento della struttura a telaio. Le pareti danneggiate nel piano risultano più vulnerabili ad azioni dirette perpendicolarmente al loro piano: in molti casi si sono osservati collassi di pareti ai piani bassi delle costruzioni ovvero dove era maggiore il danneggiamento nel piano.
Il danneggiamento osservato negli edifici con tamponamenti in muratura è stato in molti casi ritenuto inaccettabile benché associato ad elementi non strutturali e, quindi, in qualche modo atteso per eventi relativamente severi.

Il danno ai tamponamenti può rappresentare una causa di pericolo per le vite umane (all’interno e all’esterno dell’edificio), comporta l’inagibilità almeno temporanea della costruzione oltre che un danno economico diretto (Suçuoglu, 2013).

In questo quadro si comprendono le attenzioni delle Norme Tecniche (sia nella versione 2008 sia nelle proposte di revisione) alle soluzioni che limitino la danneggiabilità dei tamponamenti. Tra queste si segnalano due opposte strategie: l’una che mira a svincolare il tamponamento dal telaio e, quindi, a fare in modo che non risenta della deformazione della struttura e l’altra finalizzata ad incrementare la capacità deformativa del pannello, ovvero a ridurre il danno al pannello di tamponamento a parità di deformazione imposta.
Nella prima strategia vengono realizzati dei giunti di separazione tra tamponatura e telaio, che proteggono il pannello murario da danni dovuti all’interazione con il telaio e che richiedono però accorgimenti specifici per l’isolamento termico e acustico, così come soluzioni tecniche atte a limitare la vulnerabilità fuori piano.
Nel secondo caso, per limitare il danno al tamponamento si può inserire dell’armatura orizzontale nei letti di malta, in barre o ancor meglio a traliccio. L’armatura prefabbricata a traliccio ha infatti diversi vantaggi: garantisce una distanza costante e il parallelismo tra le barre (o piatti) correnti, ha in generale lunghezze di ancoraggio ridotte e può essere utilizzata anche nel caso di pareti doppie con cavità interne per accoppiarne il comportamento nel piano e fuori piano.
L’utilizzo di armature orizzontali diffuse in basse percentuali è molto efficace nella limitazione delle fessurazioni. Sperimentazioni condotte presso l’Università di Pavia (Calvi e Bolognini, 2001) e la Fondazione EUCENTRE (Penna et al., 2007) su diverse tipologie di murature tamponamento hanno mostrato come l’inserimento di quantità di armatura anche modeste permetta di incrementare notevolmente la capacità di spostamento dei pannelli, senza alterarne la rigidezza iniziale, la resistenza massima e , soprattutto, senza attivare interazioni negative con gli elementi del telaio in calcestruzzo armato. Nelle prove effettuate non sono state realizzate connessioni specifiche o ancoraggi dell’armatura orizzontale nei pilastri del telaio. Si ritiene, infatti, che questa pratica, per quanto comunemente utilizzata anche con soluzioni tecniche “a posteriori” (dopo la maturazione del calcestruzzo del pilastro), abbia in realtà un’efficacia limitata, ponendo invece notevoli problemi esecutivi e di durabilità.
Le Norme Tecniche 2008, peraltro, incentivano questo tipo di soluzione, consentendo in questi casi di omettere una verifica esplicita della stabilità della parete di tamponamento nei riguardi del ribaltamento fuori piano, verifica invece richiesta nel caso di pareti non armate.

Bibliografia
Calvi G.M., Bolognini D. (2001). Seismic response of reinforced concrete frames infilled with weakly reinforced masonry panels, Journal of Earthquake Engineering, 5 (2): 153-185.
Penna A., Calvi G.M., Bolognini D., 2007, Design of masonry structures with bed joint reinforcement, Intl. Seminar “Paredes de Alvenaria. Inovaçao e possiblidades actuais” 15 novembre 2007, LNEC Lisbona.
Suçuoglu H. (2013) Implications of masonry infill and partition damage in performance perception in residential buildings after a moderate earthquake, Earthquake Spectra, 29 (2): 661-667.

Ottimo comportamento di un edificio con tamponature in Lecablocco in seguito al sisma de L’Aquila del 2009

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Esempio di edificio situato a Colle di Roio (AQ) con murature di tamponamento doppie come mostrato in figura che non ha subito lesioni in seguito all’evento calamitoso. L’immagine è successiva al terremoto del 6 aprile.

Schema della muratura di tamponamento con Lecablocco Bioclima e Blocco Splittato facciavista

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